E passo il tempo a toccare i punti in cui mi manchi e li sento cedere.

[ Emidio Clementi ]

Annunci

la ricetta

Voleva preparare un primo diverso dal solito, per il pranzo di Capodanno, e guarda caso le è tornata in mente quella ricetta. Di due anni fa.

“Mamma, guarda, non mi ricordo bene gli ingredienti… dovrei ricercarla.”
“Su internet?”
“Non proprio…”
“…”
“Me l’aveva data lui.”
“Ah…”
“…”
“Mi ero proprio affezionata, eh.”, con sguardo malinconico.

Così ho dovuto rovistare nel vecchio portatile, nella cartella che ancora porta il tuo nome. Se non fossi un autolesionista, avrei cercato in fretta la ricetta e spento tutto. Ma…

Tra i files, ho ritrovato le scansioni del ‘quadernino’ che avevi creato mentre ero in viaggio a Budapest, con i disegni del me-orsetto che posa davanti ai monumenti della città, e i disegni delle nostre passioni e i nostri momenti.
Sono andato a ricercare l’originale nella scatola dove ho chiuso tutto quello che mi ricorda di noi, ma non l’ho trovato. Solo dopo mi sono ricordato la tua promessa: avresti continuato a riempirlo e me l’avresti restituito una volta finito. È rimasto a te. Insieme ai tre libri che l’ultimo giorno non mi entravano in valigia, e ai tuoi sguardi vuoti d’amore.

Qualche mese fa probabilmente mi sarei fatto vivo, te l’avrei richiesto indietro.
Ma oggi no. Perchè non ho più bisogno di te, nella mia vita. Solo della tua ricetta. Che è piaciuta a tutti, e che continuerò a riproporre. Con un sorriso amaro, tra un ricordo vago e l’altro.