lontano da qui

L’estate lo riempie di malinconia. Chiuso in quella stanza, con le persiane serrate e un filo di luce, una sigaretta rollata male tra le dita, si lascia sopraffare dai ricordi. Solo quelli belli, però. Quelli nostalgici. Ché a quelli brutti e tristi ha già dedicato troppo tempo, troppa rabbia, e troppe domande.

Chiude gli occhi.

E ripensa alla loro seconda estate, nell’afa dell’appartamento del suo ragazzo. Irritati dal caldo e dall’inutilità del minuscolo ventilatore che aveva trovato spazio, tra fogli sparsi e libri accatastati, sulla scrivania, cercavano le scuse più inverosimili per litigare. Poi, l’idea geniale: iberniamo il nostro rapporto! Finito il caldo, ci rimettiamo insieme! Tra risate e sguardi increduli, valutavano l’idea. Per poco. Dieci minuti dopo facevano già progetti per il loro prossimo fine settimana insieme, e sudavano fuori l’anima scopando sul matrimoniale improvvisato.

Li riapre. Torna all’oggi, e alla sua solitudine. E immagina come possa essere cambiata la vita dell’altro. Si sofferma su quella nuova foto aggiunta su facebook, su quei ridicoli calzettoni blu che indossava anche allora e che lo facevano tanto ridere, e su quel sorriso.

Chissà in quali occhi sorriderà…

La vita non è un oggetto prezioso da custodire nel corso degli anni. Spesso ci arriva tra le mani già sbrecciata e non sempre ci vengono forniti i pezzi con cui ripararla. Qualche volta bisogna tenersela rotta. Qualche volta invece si può costruire insieme quello che manca. Ma la vita sta davanti, dietro, sopra e dentro di noi. C’è anche se ti scansi e chiudi gli occhi e stringi i pugni.

[ Mariapia Veladiano, La vita accanto ]

ancora troppo presto per organizzare il nostro sgargiante declino
ma non abbastanza per non averne un’idea

io non ti cerco
io non ti aspetto
ma non ti dimentico

[ Massimo Volume, Le nostre ore contate ]

l’amore è una patologia

è facile sai
averti
se chiudo i miei begli
occhietti spenti
e cerco su di me
la tua pelle che non c’è 

Ieri sera, dopo quattro anni dall’ultima volta, sono finalmente tornato a sentire gli Afterhours in concerto. Un colpo al cuore, nonostante tutto.