[camion treni che passano, due che si baciano sulla bocca di nascosto]
Le commedie romantiche sono, appunto, solo commedie romantiche.
La vita poi è sempre un po’ diversa.
Ci sono cose che, anche se si vuole tentare, non possono funzionare.
Le situazioni, la distanza, il voler cose differenti, la volontà di non sentirsi ingabbiati, mandano un po’ all’aria i buoni propositi.
Sto cercando di vedere il lato positivo, di prenderla in modo “zen”, e forse ci sto pure riuscendo, non lo so.
So però che va bene così, ma anche un po’ vaffanculo.
C’è di buono che mi sono lasciato andare.
Che mi sono lasciato coinvolgere.
Che mi sono un po’ abbandonato e sentito vivo.
Dopo anni di buio.
Non lo so cosa mi riserverà il futuro, cosa deciderò di fare, cosa trarrò da quest’esperienza.
Però ho fatto un passettino fuori, ed è stato bellissimo.
Cercherò di concentrarmi su questo.
[mi sento sempre meno solo e sempre più libero di cadere giù, precipitare… lo so che sto per farmi male… ma guarda come sono magnifico, ora mentre precipito]

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Strana questa cosa

Mi si è rotto qualcosa dentro, cinque anni fa.
Maggio, puntualmente, me lo ricorda.
Qualcosa che ancora non sono riuscito ad aggiustare del tutto.
Ma ci sto provando, giuro.
Ce la metto tutta, per non farmi sopraffare dalle paure.
Però i pensieri se ne vanno un po’ per cazzi loro, a volte.

Che cosa hai da perdere?
Me lo sono chiesto, e così… ho deciso di fare un passettino fuori.
Mi sono affacciato di nuovo al mondo.
Un po’ mi tremavano le gambe, non lo nego.
Mi mancava il respiro.
Ma è stato bello. E strano.

Strano il primo incontro imbarazzato,
strano il mio essere impacciato,
strano il tuo essere apparentemente sicuro,
strano avere N. con noi, a salvarci da noi,
strano guardarti da vicino e abbracciarti,
strano battibeccare e ridere per le cazzate dette,
strano stare in giro e volersi chiudere in una bolla lontani da tutto,
strano salutarti e ricevere quella carezza rassicurante sulla pancia,
strano andarsene lasciandosi dietro quella scia di gioia e malinconia,
strana la voglia di rivedersi, toccarsi, forse baciarsi,
strani i miei divari interni, i dubbi e le paure,
sapessi com’è strano sentirsi così,
sapessi come sarà strano sabato
(oddio, sabato).

Strana questa cosa, strano tutto.
Bello, però. Davvero.